Nobel a Abdulrazak Gurnah

Il quarto scrittore di colore a vincere in tutta la storia del premio

Da settimane erano aperte le scommesse su chi avesse maggiori probabilità di raggiungere l’insigne premio, e tra i nomi dei favoriti comparivano Haruki Murakami, Margaret Atwood e Annie Ernaux. Non quello di Abdulrazak Gurnah. La sua nomina è stata una sorpresa, tuttavia già si riteneva probabile che sarebbe stato uno scrittore asiatico o africano a vincere il Nobel per la Letteratura 2021.

E così è stato: Abdulrazak Gurnah, nato a Zanzibar in Tanzania nel 1948, è il quarto scrittore di colore a meritarsi il Nobel, dopo Soyinka che lo vinse nel 1986. Arriva in Inghilterra come studente nel 1968,  da esule poiché costretto ad allontanarsi dal suo paese per questioni etniche. Così Gurnah preda del fascino della letteratura anglosassone a 21 anni inizia a scrivere, in inglese, sebbene la sua prima lingua fosse lo swahili. Come studioso si è dedicato a ricerche sulla narrativa postcolonial in qualità di docente presso il dipartimento di inglese dell'Università del Kent e il tema dei rifugiati è diventato centrale nella sua produzione letteraria. Proprio all’attenzione a questi argomenti, padroneggiati sapientemente dalla scrittore, ha guardato l’Accademia svedese nella scelta del vincitore marcando di Abdulrazak Gurnah “la sua intransigente e compassionevole penetrazione degli effetti del colonialismo e del destino del rifugiato nel divario tra culture e continenti".

Dieci sono i romanzi e numerose le raccolte scritte in quarant’anni di carriera, a partire da Memory of Departure del 1987, esordio ambientato in Africa durante un'insurrezione fallita. Tra tutte le sue pubblicazioni, tre sono i titoli tradotti in italiano - Il disertore, Paradiso e Sulla riva del mare – pubblicati da Garzanti, casa editrice milanese che sta pensando a una ristampa. I suoi personaggi fanno parte di quella letteratura della multiculturalità che oggi tanto riscuote successo tra i lettori. 

“Non sono come Virginia Wolf che all’età di dieci anni sapeva già di essere una scrittrice – ha raccontato Gurnah in una recente intervista - Io mi sono ritrovato a scrivere qualcosa un giorno, come le persone di solito fanno. Poi si sono aggiunte nuove pagine. Infine, sono arrivato a un punto in cui ho pensato: cos’è questa cosa che sto scrivendo? Lì ho compreso la differenza tra buttare giù qualche riga e scrivere”.